Coronavirus, lavarsi le mani: come preservarle

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Lavarsi le mani è un gesto che, da sempre, dovrebbe rientrare nelle nostre buone abitudini. Invece, è divenuto quasi un simbolo culturale di  “imposta civiltà” durante il tristissimo periodo che stiamo vivendo.

Siamo tenuti a lavarci le mani più del solito, incrementando l’igiene con l’utilizzo di detergenti energici e/o soluzioni disinfettanti che – per quanto possano proteggerci – al tempo stesso, essendo ricche di sostanze chimiche aggressive, vanno ad alterare lo strato superficiale della nostra pelle, provocando reazioni avverse come prurito, desquamazione ed eczemi. La nostra barriera cutanea – costituita da un insieme di sostanze, tra cui  gli acidi grassi che, avendo la capacità di trattenere l’acqua, mantengono la pelle ben idratata e di conseguenza ne garantiscono la sua integrità – rappresenta infatti lo scudo che ogni essere umano oppone all’ambiente esterno.

Questo “effetto barriera” può essere compromesso da carenze nutrizionali, farmaci o dall’utilizzo, appunto, di sostanze aggressive.

Dobbiamo almeno per ora, con la raccomandazione di preservare la salute della nostra cute, applicare prodotti dermocosmetici al cui interno ci siano principi attivi adatti per tamponare e, magari, risolvere l’aspetto negativo della “cura”.

È consigliabile l’utilizzo, l’applicazione per 5/6 volte al giorno – dopo aver deterso le mani – di referenze cosmetiche che contengano due principi importantissimi come l’urea e le ceramidi.

Il loro meccanismo d’azione è semplice e sinergico, trattenendo acqua sulla superficie cutanea e donandole sollievo ed emollienza. Formulazioni cosmetiche ricche di queste sostanze possono essere utilizzate anche da pazienti con dermatiti, psoriasi e diabete.